Nuovo Tessitori Collection. I manoscritti indiani della Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" di Udine Visualizza ingrandito

Tessitori Collection. I manoscritti indiani della Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" di Udine

per info: elisa@chiandetti.it

Nuovo prodotto

Autore: Società Indologica "Luigi Pio Tessitori"

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Dalla prefazione di Alessandro Passi

Nel 2008, la Società Indologica "Luigi Pio Tessitori" diede alle stampe, in un'edizione sontuosa, la perla più preziosa della collezione di manoscritti indiani raccolti da Tessitori, uno splendido manoscritto miniato da Sirohi del Devī-Māhātmya, risalente al XVIII secolo.
Ma non si sarebbe fatta giustizia all’instancabile attività del ricercatore udinese nel procurare lavori indologici per futuri studi se gli esiti tangibili della sua “cherche” fossero rimasti limitati a un’unica opera, per quanto apprezzabilissima anche dal solo profilo estetico.
Fortunatamente, quella pubblicazione di ormai undici anni fa non era destinata a rimanere l’unica nel suo genere. Nell’ambito degli studi tessitoriani, il presente volume riempie la lacuna più ampia fra quelle rimaste da colmare, e consente al tempo stesso alla comunità degli studiosi di accostarsi a quella che è risultata essere una delle collezioni più estese di manoscritti (soprattutto) jaina fra quelle disponibili oggi in Occidente, e di poterne fruire.
Senza di esso, una grande dovizia di informazione e materiale testuale sarebbe rimasta. Chissà per quanto tempo, una lanterna sotto al moggio. Inoltre, ben presto, tutti i manoscritti schedati nel catalogo saranno visivamente disponibili in rete, inquadratura per inquadratura, rendendo l’opera a stampa una risorsa ancora più indispensabile per ogni lavoro pratico su materiale.
Gli studi tessitoriani proseguiranno, in quanto non tutti gli scritti che egli ci ha lasciato sono già accessibili al pubblico. Ma senza il presente lavoro, la maggiore estensione del suo essere studioso non sarebbe mai emersa in piena luca. Possiamo solo vagamente immaginare quali ricerche avrebbe potuto compiere da questa collezione se la sua vita non fosse stata improvvisamente troncata a trentun anni da una tardiva ma letale propaggine della grande epidemia di influenza che dilagò nel 1917, mietendo milioni di vittime. Così, il premuroso e accurato lavoro della prof.ssa Balbir ha davvero riportato in vita una parte di Luigi Pio Tessitori: grazie alle sue fatiche, altri potranno seguire le orme dello studioso udinese, con mezzi e strumenti che cent’anni fa sarebbero stati inimmaginabili.

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